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Ius Soli, le storie degli italiani senza cittadinanza: "L'Italia è una madre che non ci vuole come figli"

C'è quella di Bruno, studente di origini albanesi che considera l'Italia "come una madre che non mi vuole come figlio"; e quella di Fioralba, appena laureata in psicologia all'Università La Sapienza ma che ancora deve sostenere e passare prove di italiano nella vita di tutti i giorni. Sono le storie degli italiani senza cittadinanza che aspettano una risposta dalla politica chiamata a discutere ed approvare la legge sullo Ius soli. Come Tezeta, attrice nata in Gibuti che ha dovuto rinunciare agli studi per rimanere in regola con il permesso di soggiorno. "Fare questa battaglia per me non è stata una scelta: mi sono sentita obbligata - racconta - Ci ho messo 19 anni ad ottenere la cittadinanza. Mi auguro che presto, i bimbi nati o cresciuti in Italia, non debbano più affrontare il mio stesso calvario" di Francesco Giovannetti

La pagella del bambino albanese nato in Italia: tutti 9 e 10 (ma niente Ius Soli)

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Il bambino frequenta una classe prima elementare ed è figlio di un uomo arrivato in Puglia 17 anni fa a bordo di un barcone. Dieci in italiano, idem in scienze, nove in matematica. Dieci anche in storia e geografia, ma nove in lingua straniera, scienze motorie e educazione artistica. Sono i voti da primo della classe di un bambino che frequenta la prima elementare. Voti che di sicuro non avrebbero fatto notizia, se non fosse che a pubblicarli è stato un uomo – Vito Zito – che ha voluto in questo modo rispondere a quanti, leghisti e "grillini" – da giorni si oppongono all'approvazione definitiva della legge sullo Ius Soli, ovvero il riconoscimento della cittadinanza italiana ai figli di immigrati nati o cresciuti nel nostro Paese. Già, perché quella pagella appartiene al figlio di una coppia di albanesi e quella foto è la risposta migliore a quanti sostengono che neppure i ragazzi nati nel nostro paese debbano avere accesso alla cittadinanza. Scrive Vito Zito: "Questa...