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Gli albanesi italiani che tornano in Albania

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È una tendenza in crescita negli ultimi anni che c'entra con la crescita economica albanese e il ristagno italiano, ma anche con le tante contiguità tra i due paesi L’equivalente albanese dell’Istat, che si chiama Instat, tiene d’occhio da qualche anno una nuova tendenza: i giovani albanesi cresciuti in Italia che decidono di tornare nel paese d’origine. È un andamento seguito e conosciuto da Arber Agalliu, 29 anni, che è un giornalista albanese fiorentino diventato cittadino italiano dallo scorso autunno con la procedura dei dieci anni di permanenza: «è ancora la stessa legge 91 del 1992 con cui hanno preso la cittadinanza i miei genitori, ti rendi conto?», dice. È in Italia dal 1998, arrivato bambino con la cosiddetta “seconda ondata” di immigrazione albanese, ed è quindi in Italia da quasi vent’anni. È stato rappresentante della “Rete Albanesi in Toscana” e fa appunto il giornalista. Dice che in questi ultimi dieci anni sono rientrati in Albania dall’Italia 34mila albanesi. È ve...

Ius Soli, le storie degli italiani senza cittadinanza: "L'Italia è una madre che non ci vuole come figli"

C'è quella di Bruno, studente di origini albanesi che considera l'Italia "come una madre che non mi vuole come figlio"; e quella di Fioralba, appena laureata in psicologia all'Università La Sapienza ma che ancora deve sostenere e passare prove di italiano nella vita di tutti i giorni. Sono le storie degli italiani senza cittadinanza che aspettano una risposta dalla politica chiamata a discutere ed approvare la legge sullo Ius soli. Come Tezeta, attrice nata in Gibuti che ha dovuto rinunciare agli studi per rimanere in regola con il permesso di soggiorno. "Fare questa battaglia per me non è stata una scelta: mi sono sentita obbligata - racconta - Ci ho messo 19 anni ad ottenere la cittadinanza. Mi auguro che presto, i bimbi nati o cresciuti in Italia, non debbano più affrontare il mio stesso calvario" di Francesco Giovannetti

Dall’Albania a Cerro Maggiore: i fratelli Cokaj adesso danno lavoro

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Cerro Maggiore (Milano), 11 giugno 2017 -  In paese  quasi tutti conoscono il furgoncino con il logo «Cab Carpenteria» : appartiene all’omonima azienda che dal 2012 è gestita da Bledar e Alban Cokaj, nati a Scutari, nel nord dell’Albania : «L’unione fa la forza. Siamo fratelli e questo ci dà la forza di portare avanti l’azienda, collaborando bene tra noi e con i nostri dipendenti». Bledar è arrivato in Italia nel 2003 e, nel giungo 2012, insieme al fratello Alban ha rilevato la carpenteria. Parla un italiano invidiabile, senza farsi mancare battute spiritose nel dialetto locale cerrese. «Quando sono arrivato in Italia avevo 18 anni, ma adesso che vivo a Cerro Maggiore con mia moglie e i miei figli, il mio Paese è questo. Non mi sento straniero perché condivido i valori italiani, come ad esempio la certezza che lavorando bene e con il massimo impegno si può arrivare ovunque. Anzi, credo che possedere una doppia cultura, italiana e albanese sia un vantaggio perché ci permette di comprend...

Ermal Meta & Kledi Kadiu

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Amo gli albanesi

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Essere cresciuti con il pupazzo One – quello di Bim Bum Bam per intenderci, nefasto contenitore di cartoni animati giapponesi – o con i telefilm americani trasmessi dalla Fininvest, oppure con Ok il prezzo è giusto, e una Iva Zanicchi che scandiva “cento, cento, cento”, ebbene, essere cresciuti ed educati da quella becera televisione è una cosa che ha segnato una generazione di italiani. Ma non solo, anche una generazione di albanesi. Quella rappresentazione del bengodi, quel profluvio di luci e biglietti verdi che cadevano dal cielo, quei montepremi e quelle vallette scosciate, te li porti dietro per tutta la vita, come una cicatrice. Già, una cicatrice. Non si esce vivi dagli anni ottanta, avrebbe cantato una band qualche anno dopo. Non si esce vivi, cioè, da una mistica del consumo, da una falsificazione della realtà, dalle promesse di mulini bianchi mai mantenute. Il risveglio è stato brutale. Ecco, dicevo gli albanesi. Loro ne sono usciti vivi, abbastanza almeno. Quelli della mia ...

Agron, da profugo a «proprietario» dei call center d'Europa

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La sua azienda fattura 20milioni di euro l'anno, conta tremila dipendenti, divisi in quindici sedi diverse. Agron Shehaj può dire di avere realizzato i suoi sogni. Arrivato dall'Albania, su una nave militare, quando aveva solo 13 anni, oggi è un imprenditore di successo, proprietario dei maggiori call center d'Europa. La sua azienda è la Intercom Data Service (IDS) ha la sede principale nel pieno centro di Tirana, blindato ai tempi della dittatura comunista. «Sono sbarcato a Brindisi dopo un lungo viaggio su una nave militare albanese», ha raccontato al Corriere della Sera. «Abbiamo tentato di entrare all'ambasciata italiana a Tirana per chiedere asilo politico, solo che quel giorno l'edificio era chiuso. Siamo tornati a Valona e abbiamo aspettato l’occasione migliore». La storia italiana di Agron inizia nel 1991, lo stesso anno in cui, l'8 agosto, al porto di Bari arrivò la nave Vlora, completamente ricoperta di esseri umani. Ventimila migranti albanesi. Il più...

Città italiane con il maggior numero di albanesi

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Cittadini stranieri provenienti dall'Albania e residenti in Italia. Classifica delle Città e Regioni italiane con il maggior numero di albanesi (Anno 2012)